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[Verba Volant] Derive isteriche 09 Maggio 2008

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DERIVE ISTERICHE

Ecco la lesione che arriva e non fa male,
chiudere il dolore troppo preso per gioire.
Ecco la confusione che arriva per capire,
il rumore incompreso che riesci a percepire.

Ecco i colpi che non riescono a far male,
lo senti il frastuono che arriva per calmare.
Ecco il movimento che esplode il tuo dissenso,
la distorsione delle idee che acquista un nuovo senso.

Ecco l’algoritmo che ti permette di capire,
abbattere la porta che non sei riuscito mai ad aprire.
Eccola la chiave con cui puoi interpretare,
decodifica il messaggio che non sei riuscito mai a svelare.

Eccolo il risveglio che cercavi di trovare,
apri i nuovi occhi e il mondo puoi guardare.

[Verba Volant] Game over 02 Febbraio 2008

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GAME OVER

Dentro una storia destinata a morire,
consumata tra odori di malinconici misteri.
Con lo sguardo ti continuo ancora a salutare
per farti capire che non c’è più niente da dire.

Tazze di caffé ancora da esaurire
per rimanere sveglio e capire come eri.
Condizioni causa-effetto ancora da incastrare
e per un momento la sensazione della vita percepire.

E fotografa il mio dito che ti dice dove andare,
forse non ci credi ma te lo puoi anche meritare.
Ti scuote la freddezza che mi porto dentro amore,
forse non ci credi ma hai chiuso con il sole.

Scavalcando il tuo sorriso
ho svelato che io morivo,
mentre mostravi il tuo buon viso
per un gioco sempre più cattivo.

Non sperare che io reagisca,
non abboccherò alla rabbia come esca.
Arriva lo schiaffo che ora senti e non ammetti
e così che ti lascio marcire in tutti i tuoi difetti.

Gesti, sguardi e piccole parole.
Odio, gelo ed un addio scritto senza cuore.

[Verba Volant] Spento 12 Gennaio 2008

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SPENTO

Camminando su una lastra di ghiaccio rotto,
mantenendo l’equilibrio per non precipitar di sotto.
Sfidare la tensione che contrae la mente,
ogni tua distrazione pugnala e si sente.

Parla e ancora parla e intanto crepe sotto vedi,
la base che si scioglie e il gelo azzanna i piedi.
Immobile rimani a guardare la sua faccia,
sputa, fuma, irride e ricatta.

Strappa dal tuo ruolo ogni libertà,
assedia ogni strato di tua sensibilità.
E ti ritrovi in un disturbo ormai spento,
ogni riconoscenza è spazzata via dal tormento.

E sei deciso a scivolare per poter poi sfuggire,
raggiungi la superficie per ancora proseguire,
affidato alla prudenza per arrivare a giudicare,
percorri la tua strada per capire cosa fare.

Camminando su una traccia di cui l’arrivo vedi,
mantenendo l’occhio fisso in ciò che vero credi.

[Verba Volant] Virus 11 Dicembre 2007

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VIRUS

Divertiti a bucare le mie mani ed inchiodami,
fermo a sopportare le tue infami vanità,
a cospargere pareti di sangue e malignità,
ora abbandonato nella mia ingenuità sfruttami.

Divertiti a bruciare schegge di rispetto e lasciami,
disperso nella fragilità che ogni volta doni a me,
per riscoprirmi ancora fesso e docile quando vedo te,
e nel precipizio dell’ingenuità ancora mollami.

Afflitto da emozioni ora accomodate chiedo di capire,
seduto in sala d’aspetto per un ritardo che non cessa,
e resto a digiuno per una febbre che non passa,
per rientrare in gioco o in esilio rimanere.

Mi vorresti disteso sui binari del tuo cammino,
vedendomi giacere in ogni mio patetico malanno,
aspettando che passi il vile treno dell’inganno,
per poi brindare a ciò che sei con il tuo indegno vino.

Un viso sfigurato da lacrime di odio,
denti che si stringono per occasioni ormai perdute.
Rinunce causate da speranze ormai cadute,
e la voce ora stanca che prova a dirti addio.

[Verba Volant] Escluso 10 Novembre 2007

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ESCLUSO

Sputi fuori la sentenza
con una prova di demenza.
Decidi tu chi incoronare
col tuo potere puoi governare.

Il tuo obiettivo è denigrare,
selezionare ed umiliare.
Nell’insulsa regola dell’apparire
ammessi e sfigati etichettare.

Con il dito di un finto Dio smistare,
concedi gloria nel tuo incanalare.
Non posso più digerire il criterio decisionale,
la tua presunzione nel modo di classificare.

Vorrei sfidarti nel pensare,
misurarmi nel rispetto per capire.
Capire tu chi sei per bloccare,
capire perché la soglia non posso varcare.

Perché la soglia non posso varcare.

Perché la soglia non posso varcare.

[Verba Volant] Memorie ansiogene 13 Ottobre 2007

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MEMORIE ANSIOGENE

Asfissiato dalle idiozie che nutrivi,
nauseato dal sapore che vestivi.
Solenoide impazzito dagli assensi che emettevi,
motore bruciato dagli interrogativi che non svelavi.

Nella notte velata da consensi fraintesi,
dietro la luna vive la bugia che tiene i nervi tesi,
rabbia per come le cose sono andate,
rammarico per le scelte non azzardate.

Ed ora urli rigettati come terapia,
evitare silenzi che segnano la malattia.
Riempire ogni secondo per poter guarire
senza correre il rischio di soccombere e subire.

Per non restare in attesa del risveglio della tua coscienza,
per non affogare in un taglio che sputa sangue di dipendenza.

E dalla “A” arrivi senza freno a “Z”
ti ricopri di illusioni ambendo la tua meta
ma poi tegole su tegole e la cruda verità
mentire non ti basta, egoista è la tua pietà.

Il ricordo di quante volte mi dovetti preoccupare
per le minacce che puntualmente non eri capace di realizzare.
Fonte di un odio che non riesce ad inveire
contro le tue promesse nate solo per tradire.

Per non restare in attesa del risveglio della tua coscienza,
per non affogare in un taglio che sputa sangue di appartenenza.

[Verba Volant] Ritorno a ricordare 21 Settembre 2007

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RITORNO A RICORDARE

Fuori tempo avverto un vento che colpisce,
un senso di insolenza e una candela spenta.

Fuori luogo annaspo nel sole coperto dai torni patiti,
dal telo del peccato di un mondo esasperato.

Eventi da dimenticare, favole da inventare,
io voglio cancellare ma ritorno a ricordare.

Non posso ignorare quei raggi nel buio,
quelle urla nella quiete, le storie del millennio.

Frasi, foto, suoni e vento io voglio cancellare
ma ritorno a ricordare tutto ciò che fa male.

[Verba Volant] In 25 Agosto 2007

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IN

Oggi sono stato a ballare,
a perdermi e a farmi del male,
scordandomi dei miei desideri,
fingendo che non fosse mai stato ieri.

Spero di smettere di lavorare
in questo cantiere di illusioni mancate,
in questo abisso di promesse violate,
in questa chiesa di preghiere inascoltate.

Ti ho visto dall’alto della tua poltrona
esaltato dalla luce della tua corona
ma poi tra la folla sei precipitato
ed hai inteso l’insidia in cui ti sei ritrovato.

Vesti una cravatta alla tua ignoranza
e mi guardi con un senso di onnipotenza
che ti rende fiero per tutto ciò che non sei capace di fare
ma intimorito per le spiegazioni che non mi puoi dare.

Come se ti dovessi giustificare,
assolvi la tua coscienza con azioni da lodare,
mentre al mondo mostri come purificarla
ma nascosto nei silenzi continui a strozzarla.

Ed è stato in mezzo a tutti quei respiri
che hai sentito il senso di qualcosa che non avevi,
incastrato da tutto quello che avevi fino ad oggi evitato
ti resi conto che il tuo giudizio era forse un pò sbagliato.

E tra le urla e il sudore di una libertà che non avevi mai provato
ti accorsi lentamente che tu così vivo non ci sei mai stato.

[Verba Volant] Reazione 12 Luglio 2007

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REAZIONE

Lasciarsi calpestare per provare più dolore,
abbandonare le speranze nel sogno di un amore,
rinchiudere le emozioni nelle stanze del furore,
morire e rinascere in un mondo senza cuore.

Sangue infetto si diffonde nelle vene,
sangue che non scorre immerso nelle pene,
senza più nessuno da cui poter tornare,
senza più un rifugio in cui potersi salvare.

E nessun motivo per agire,
nessun motivo per morire,
nessun motivo per pensare,
resti solo ad aspettare.

Percorre le strade senza mai osare,
bloccarsi nei pensieri per solo rinunciare.
Separare ogni passione dal proprio credo,
impedito resti ostile a quello che io vedo.

Picchiare contro il muro per scaricare ogni tormento,
cedere alle tentazioni che distruggono il sentimento.
Scegliere le maligne vie del nascosto pentimento,
scoprirsi vivo senza neanche respirare per un momento.

Vedere un motivo per agire,
vedere un motivo per non morire,
vedere un motivo per pensare,
realizzare se stessi nel reagire.

Appassionarsi per non essere succubi dell’indifferenza,
crederci per non rassegnarsi all’esistenza.

[Verba Volant] Inganno 02 Giugno 2007

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INGANNO

Sulla pelle la parola che bruciava,
per tutte le epocali bugie che raccontava.
Le vittime degli istanti che hai passato
ora lottano contro la fiducia che hai stuprato.

Lasciare quel che avevi,
annegando in ciò che vuoi.
Ignorando il male che creavi,
è la gloria ciò che vuoi.

Ma c’è in me qualcosa che
urla, batte e avverte che:
è l’inferno che brucia dietro te,
è il fuoco che abbatte l’anima in me.

Credere all’assurdo di ogni azione
o sperare che esista ancora la ragione.
La psiche che hai disorientato
ora cambia rotta e mira contro te che hai violato.

Inseguendo ciò che vuoi,
non pensando a ciò che fai,
osannando ciò che sei,
non tornando indietro mai.

Ma c’è in me qualcosa che
urla, graffia e avverte che:
è l’inferno che brucia dietro te,
è la fiamma che io devo spegnere.

[Verba Volant] Coma 06 Maggio 2007

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COMA

Vuoto dentro ai contenuti
serbatoi svenduti
d’ignoranza.

Per rimanere fermi
dentro le insane ammissioni
delle tue superstizioni.

Arresto e ripartenza
in direzione opposta
non importa quel che costa!

Statue impotenti col pensiero più in là,
ferme su una base che si sgretola,
molestati da una libertà che dentro ansima.

Foglie che da piante assenti cadono,
mentre il senso di una vita rimpiangono,
mentre il ritmo che svanisce diffondono.

Auto in strada
che spazzano via il vento
di una solitudine senza senso.

Il tempo che passa insensibile
tra vecchie umane storie
e nuove amare memorie.

Era come quando
la storia di questo mondo
fu rapida da esplosioni
dentro al fuoco delle rivoluzioni.

Era come in piazza nel passato 68,
era come in Francia nel vecchio 89,
era tutto questo ma accadeva dentro me,
era una lotta in tempesta dentro me.

Era la spinta che mi portava a maledire,
era la condanna che mi costrinse ad inibire.

[Verba Volant] Fuga 21 Aprile 2007

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FUGA

Corridoi e porte chiuse che spaventano,
luci sul cammino che si spengono,
E la paura di un imminente solitudine,
costretto all’angolo dalla vile inettitudine.

Tagli rarefatti di un’immagine confusa,
vuota è la tela che svela ogni accusa,
mentre scappi tra i sentieri di un bosco che ti usa
arrivi infondo e trovi la via sempre chiusa.

Con la mano una strada aprire,
tra la nebbia una zona da scoprire.
Nuove azioni da poter realizzare
per poi potermi aggrappare e risalire.

Convinto nel principio di una continua evoluzione,
riuscire a dormire scacciando via l’indecisione.
Un’istantanea estinzione dei nostri avidi timori
attraverso il ponte che sorvola tutti i piccoli dolori.

Ritrovare tra i fondali il piacere ormai sepolto,
esplorare per poi capire ciò che ormai rimane occulto.
Con la luce che invade e ordina il risveglio,
di nuovo in piedi in lotta contro ogni ostile imbroglio.

Pronto a diventare ciò che vuoi,
sapendo di non poter esser ciò che non sei.
Pronto ad affrontare ciò che sai,
ora immune da tuoi lividi rimani…

Convinto nel principio di una continua evoluzione,
riuscire a scalare spazzando via l’indecisione.
Estinguendo ogni traccia dei vecchi stupidi timori,
guardi il ponte attraversato e saluti gli ultimi dolori.