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[Verba Volant] Memorie ansiogene 13 ottobre 2007

Posted by LukePet in Pensieri, Poesia, Testi, Verba Volant.
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MEMORIE ANSIOGENE

Asfissiato dalle idiozie che nutrivi,
nauseato dal sapore che vestivi.
Solenoide impazzito dagli assensi che emettevi,
motore bruciato dagli interrogativi che non svelavi.

Nella notte velata da consensi fraintesi,
dietro la luna vive la bugia che tiene i nervi tesi,
rabbia per come le cose sono andate,
rammarico per le scelte non azzardate.

Ed ora urli rigettati come terapia,
evitare silenzi che segnano la malattia.
Riempire ogni secondo per poter guarire
senza correre il rischio di soccombere e subire.

Per non restare in attesa del risveglio della tua coscienza,
per non affogare in un taglio che sputa sangue di dipendenza.

E dalla “A” arrivi senza freno a “Z”
ti ricopri di illusioni ambendo la tua meta
ma poi tegole su tegole e la cruda verità
mentire non ti basta, egoista è la tua pietà.

Il ricordo di quante volte mi dovetti preoccupare
per le minacce che puntualmente non eri capace di realizzare.
Fonte di un odio che non riesce ad inveire
contro le tue promesse nate solo per tradire.

Per non restare in attesa del risveglio della tua coscienza,
per non affogare in un taglio che sputa sangue di appartenenza.

Commenti»

1. demi4jesus - 30 aprile 2008

Ricordi asfissianti che quasi negano il respiro.. che lasciano odori d’amore e malinconie sempre trasparire…

“Per non restare in attesa del risveglio della tua coscienza,
per non affogare in un taglio che sputa sangue di dipendenza.”

Non so non aspettare il risveglio di quella coscienza, se non aspetto scappo, m’illudo di dimenticare mentre che disperatamente io continuo ad amare…
Preferisco starmene per conto mio e considerare… se mai l’amore passerà lo lascerò andare… ma non scappo, resto ad aspettare che la vita faccia il suo corso sul mio cuore…

“Non ho nulla da fare. Il cuore è vuoto, e senza il cuore la saggezza è un gioco(..) meglio saziare sol per gli occhi il cuore, e attendere, se mai torna, l’amore; l’amor che ci fa nostri anche delusi, e quando canta, canta ad occhi chiusi”
(il “mio” Saba)


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