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[Verba Volant] Blogstory – Episodio #002 31 dicembre 2007

Posted by LukePet in Blogstory, Rubriche, Testi, Verba Volant.
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Episodi precedenti: Episodio #000, Episodio #001.

Episodio #002

“Besame siente como suena el corazon, io esta noche chiero solo un emozion…“. Ho una radiosveglia che puntualmente ogni mattina alle ore 7:30 si attiva ad un indecente livello di decibel per ordinare il risveglio; ogni mattina alle ore 7:30 una canzone diversa trasmessa dalla stazione radio arriva alle mie orecchie. Ed oggi mi alzo con una canzone di Gigi D’Alessio…la giornata inizia decisamente male.
Spengo quasi con violenza la radiosveglia, accendo lo stereo e butto su un cd dei Depeche Mode…ora sto meglio.
Il mio fare mattutino è decisamente automatizzato: stesse azioni agli stessi istanti. Ogni mattina. Passano circa 17/18 minuti prima di ritrovarmi a fare colazione al bar sotto casa, e come ogni mattina prendo un cappuccino ed un cornetto alla crema.
L’unica variante che rende un po’ meno monotona la mattinata è la presenza di Angelo “il pazzo”; Angelo è un personaggio di zona, un giovane afflitto da un ritardo mentale che lo rende un’icona del quartiere. Trascorre le sue intere giornate in giro tra bar e negozi andando a parlare con chi gli capita; spesso viene deriso da simpatici individui che si dimostrano ancor più ritardati di lui, altre volte viene ben accolto ed ascoltato.
Ecco…io, quando lo incontro, mi fermo a parlarci ben volentieri; trovo che Angelo sia lo specchio sano di questa società, si avvicina ed inizia a sputar fuori tutte le sue paure, tutti i suoi disagi…è sorprendentemente aggiornato su ciò che accade nel mondo e sembra che incarni tutto il malessere che affligge le “sane” menti della gente che lo circonda.

Oggi Angelo è al bar; io sono seduto al tavolo, alle prese con il cornetto e il cappuccino, e lui si avvicina. Inizia a parlare senza neanche salutarmi (eppure mi conosce da anni): “Tutto questo sangue, tutto questo sangue…la gente in tv litiga e intorno c’è solo tanto sangue. Sembra che si divertano ma non è così, no, non è così”…e poi se ne va. Un discorso sconnesso ma che in fondo è denso di verità.
Le sue parole non fanno altro che alimentare la sottile preoccupazione che da due giorni mi tormenta; avevo deciso di cercare le risposte, dovevo sapere che cosa era successo due sere prima all’altro capo del telefono…il solo pensiero di rimanere indifferente mi faceva star male. Così prendo fiato e penso a cosa fare, come fare…non so da dove iniziare. Vedo qualche giornale ammucchiato su una sedia del tavolo che affianca il mio, li prendo ed inizio a spaginare in cerca di qualche notizia che potrebbe ricollegarsi alla telefonata che ho ricevuto. Niente. Nessuno omicidio, nessuna anomalia, nessun Ale…e poi che cavolo di nome avrà questo Ale!…Alessandro? Alessio?…come saperlo?…brancolo nel buio.
Sfoglio velocemente i giornali ma oramai è tempo di andare, tra un po’ inizia l’orario di lavoro.

continua…(si spera)

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