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[Verba Volant] Aforisma #031 – Charles Bukowski 29 ottobre 2008

Posted by LukePet in Aforismi, Pensieri, Rubriche, Testi, Verba Volant.
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Una delle mie signore di un tempo
mi aveva urlato una volta:
“Tu bevi per scappare dalla realtà!”
“Naturalmente, cara”.

(Charles Bukowski)

[Verba Volant] Aforisma #030 – Che Guevara 24 settembre 2008

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“O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell’intelligenza.”
(Ernesto Che Guevara)

[Chiacchiere] Lettera alla NOSTRA terra 22 settembre 2008

Posted by LukePet in Chiacchiere, Notizie, Opinioni, Politica, Segnalazioni, Testi.
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I post che rientrano in questa sezione hanno il prefisso “Chiacchiere”…in realtà qua la cosa è estremamente seria e di tutto si può parlare tranne che di chiacchiere.

Faccio questo preambolo perchè mi voglio unire a tutti coloro che hanno segnalato la lettera che è stata pubblicata questa mattina sul sito ufficiale di Roberto Saviano. E’ intitolata “Lettera alla mia terra”…un documento che emana rabbia contro un virus contro cui è sempre più difficile lottare. Una rabbia che non può altro che essere condivisa. Eccola.

I responsabili hanno dei nomi. Hanno dei volti. Hanno persino un’anima. O forse no. Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino, Pietro Vargas stanno portando avanti una strategia militare violentissima. Sono autorizzati dal boss latitante Michele Zagaria e si nascondono intorno a Lago Patria. Tra di loro si sentiranno combattenti solitari, guerrieri che cercano di farla pagare a tutti, ultimi vendicatori di una delle più sventurate e feroci terre d’Europa. Se la racconteranno così. Ma Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino e Pasquale Vargas sono vigliacchi, in realtà: assassini senza alcun tipo di abilità militare. Per ammazzare svuotano caricatori all’impazzata, per caricarsi si strafanno di cocaina e si gonfiano di Fernet Branca e vodka. Sparano a persone disarmate, colte all’improvviso o prese alle spalle. Non si sono mai confrontati con altri uomini armati. Dinnanzi a questi tremerebbero, e invece si sentono forti e sicuri uccidendo inermi, spesso anziani o ragazzi giovani. Ingannandoli e prendendoli alle spalle
E io mi chiedo: nella vostra terra, nella nostra terra sono ormai mesi e mesi che un manipolo di killer si aggira indisturbato massacrando soprattutto persone innocenti. Cinque, sei persone, sempre le stesse. Com’è possibile? Mi chiedo: ma questa terra come si vede, come si rappresenta a se stessa, come si immagina? Come ve la immaginate voi la vostra terra, il vostro paese? Come vi sentite quando andate al lavoro, passeggiate, fate l’amore? Vi ponete il problema, o vi basta dire, “così è sempre stato e sempre sarà così? Davvero vi basta credere che nulla di ciò che accade dipende dal vostro impegno o dalla vostra indignazione? Che in fondo tutti hanno di che campare e quindi tanto vale vivere la propria vita quotidiana e nient’altro. Vi bastano queste risposte per farvi andare avanti? Vi basta dire “non faccio niente di male, sono una persona onesta” per farvi sentire innocenti? Lasciarvi passare le notizie sulla pelle e sull’anima. Tanto è sempre stato così, o no? O delegare ad associazioni, chiesa, militanti, giornalisti e altri il compito di denunciare vi rende tranquilli? Di una tranquillità che vi fa andare a letto magari non felici ma in pace? Vi basta veramente?

ecco il link per continuare a leggerla:
http://www.robertosaviano.it/documenti/9599.

[Verba Volant] Aforisma #029 – “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” 09 settembre 2008

Posted by LukePet in Aforismi, Pensieri, Rubriche, Testi, Verba Volant.
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“Sotto ogni criminale può nascondersi un sovversivo;
sotto ogni sovversivo può nascondersi un criminale.
Nella città che ci è stata affidata in custodia, sovversivi e criminali hanno già steso i loro fili invisibili che spetta a noi di recidere. Che differenza passa tra una banda di rapinatori che assaltano un istituto bancario e la sovversione organizzata, istituzionalizzata, legalizzata? Nessuna. Le due azioni tendono allo stesso obiettivo,
sia pure con mezzi diversi,
e cioè al rovesciamento dell’attuale ordine sociale.
Seimila prostitute schedate.
Un aumento del 20% di scioperi e di occupazioni
di edifici pubblici e privati.
Duemila case d’appuntamento accertate.
In un anno trenta attentati dimostrativi
contro la proprietà dello stato.
Duecento stupri in un anno.
Cinquantamila studenti delle scuole medie
in corteo per le vie delle città.
Un aumento del 30% delle rapine e degli
assalti alle banche.
Diecimila schedati in più fra le file dei sovversivi.
Seicento omosessuali schedati.
Più di settanta gruppi di giovani sovversivi che agiscono al di fuori dei limiti parlamentari.
Un aumento del 50% delle bancarotte fraudolent
e dei protesti cambiari.
Un numero indescrivibile di riviste politiche
che invitano alla rivolta.
(altro…)

[Verba Volant] No proprio no 01 settembre 2008

Posted by LukePet in Pensieri, Poesia, Testi, Verba Volant.
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NO PROPRIO NO

Parole dai tuoi occhi che mi rendevano importante,
ma poi al muro mi hai schiacciato come un insetto insignificante.
L’inchiostro indelebile scrisse che tornare indietro non potevo più,
iterativamente la tua presenza mi scagliava sempre più giù.

Non voglio più sapere cosa avevi lì per me,
ho abbandonato tutto senza un vero perché.
Ho ricercato i resti di chi ho trascurato per te
e ricostruito l’affetto che da sempre vegliava su di me.

E il rifugio che ti offrivo nel momento del disagio
ora è smantellato ma ancora pulsa come il presagio
per le future circostanze che dovrai affrontare
stavolta è più difficile senza nessuno che ti può aiutare.

Padrona dei dipendenti passatempo che con lo sguardo assumi,
vittime di un contratto a tempo determinato che di nascosto irride,
ma poi eccoti dispersa nel libero mercato della vita mentre ti consumi,
assaggiando gli schiaffi scatenati da una presunzione che uccide.

No proprio no, il tuo sguardo non lo posso dimenticare
di quando ti sei accorta che eri tu a precipitare.
La prospettiva avevi sbagliato e non potevi pensare
che non eri più l’asse dove l’interesse continuava a girare.

Martire della stessa attenzione che non riesci più ad attirare,
inquieta per una situazione che proprio non vuoi accettare.
Ma se invece di offenderti imparassi a rispettare?
Forse non lo sai ma anche tu lo devi fare.