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[Verba Volant] No proprio no 01 settembre 2008

Posted by LukePet in Pensieri, Poesia, Testi, Verba Volant.
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NO PROPRIO NO

Parole dai tuoi occhi che mi rendevano importante,
ma poi al muro mi hai schiacciato come un insetto insignificante.
L’inchiostro indelebile scrisse che tornare indietro non potevo più,
iterativamente la tua presenza mi scagliava sempre più giù.

Non voglio più sapere cosa avevi lì per me,
ho abbandonato tutto senza un vero perché.
Ho ricercato i resti di chi ho trascurato per te
e ricostruito l’affetto che da sempre vegliava su di me.

E il rifugio che ti offrivo nel momento del disagio
ora è smantellato ma ancora pulsa come il presagio
per le future circostanze che dovrai affrontare
stavolta è più difficile senza nessuno che ti può aiutare.

Padrona dei dipendenti passatempo che con lo sguardo assumi,
vittime di un contratto a tempo determinato che di nascosto irride,
ma poi eccoti dispersa nel libero mercato della vita mentre ti consumi,
assaggiando gli schiaffi scatenati da una presunzione che uccide.

No proprio no, il tuo sguardo non lo posso dimenticare
di quando ti sei accorta che eri tu a precipitare.
La prospettiva avevi sbagliato e non potevi pensare
che non eri più l’asse dove l’interesse continuava a girare.

Martire della stessa attenzione che non riesci più ad attirare,
inquieta per una situazione che proprio non vuoi accettare.
Ma se invece di offenderti imparassi a rispettare?
Forse non lo sai ma anche tu lo devi fare.

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[Verba Volant] Resti 25 luglio 2008

Posted by LukePet in Pensieri, Poesia, Testi, Verba Volant.
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RESTI

Era sera, eri solo e perso in una stanza vuota,
eri fermo e ripensavi ai resti di una sensazione avuta.
Gli errori che hai commesso iniziano a colpire
e neanche la tua ombra ti riesce più a seguire.

Condannato dal tuo orgoglio rifiuti ogni ammissione,
in silenzio urli al cielo per riavere un’occasione.
Ora ostenti sicurezza ma non lo vuoi far vedere,
il rimpianto ti ha battuto scavalcando il tuo volere.

E se ti senti così forte da bruciare le mie parole,
se sei così convinto di non dover più imparare
allora spiegami perché sei avvelenato dal tuo cuore.

E se ti senti così forte da rinunciare ad ogni ammissione,
se sei così convinto di poter negare ogni confessione,
allora spiegami perché sei divorato da ogni tua convinzione.

[Verba Volant] Derive isteriche 09 maggio 2008

Posted by LukePet in Pensieri, Poesia, Testi, Verba Volant.
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DERIVE ISTERICHE

Ecco la lesione che arriva e non fa male,
chiudere il dolore troppo preso per gioire.
Ecco la confusione che arriva per capire,
il rumore incompreso che riesci a percepire.

Ecco i colpi che non riescono a far male,
lo senti il frastuono che arriva per calmare.
Ecco il movimento che esplode il tuo dissenso,
la distorsione delle idee che acquista un nuovo senso.

Ecco l’algoritmo che ti permette di capire,
abbattere la porta che non sei riuscito mai ad aprire.
Eccola la chiave con cui puoi interpretare,
decodifica il messaggio che non sei riuscito mai a svelare.

Eccolo il risveglio che cercavi di trovare,
apri i nuovi occhi e il mondo puoi guardare.

[Verba Volant] Blogstory – Episodio #003 02 marzo 2008

Posted by LukePet in Blogstory, Rubriche, Testi, Verba Volant.
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Eccomi, come promesso oggi recupero e scrivo di Domenica. Credo sia ora di riprendere la Blogstory visto che è da parecchio che non la continuo. Bene, non mi resta che pubblicare un nuovo episodio.

Episodi precedenti: Episodio #000, Episodio #001, Episodio #002.

Episodio # 003

Username: massi80, Password: ******, “Login effettuato con successo”.
Ogni volta che accedo al software di contabilità emetto istintivamente un profondo sospiro, come se mi dovessi far coraggio, come se dentro di me dicessi: “va bene, per oggi faccio questo sacrificio, da domani mi licenzio”…ma sono già 3 anni che lavoro in questi uffici.
Il lavoro è di una noia mortale, ma la paga è buona; oggi ho un pilastro di cartelle da esaminare con relative fatture da registrare. Prendo la prima cartella, la apro e mi blocco; ciò che oggi mi interessa veramente è la ricerca delle risposte.
Inizio a pensare intensamente, sono talmente preso che se scattasse l’allarme anti-incendio non me ne accorgerei; cerco di organizzare le idee al meglio e di individuare le informazioni che mi possano essere di aiuto. Mi sembra quasi di essere ritornato alle elementari; quando risolvevo i problemi di matematica il primo passo da svolgere era quello di leggere il testo, comprenderlo e scrivere i dati a disposizione…ed è proprio quello che sto facendo. Ripenso alla sera in cui ho ricevuto la telefonata ed alle parole udite (leggere il testo), cerco di capire chi e perché avrebbe dovuto telefonare (comprenderlo) ed infine provo ad isolare le informazioni utili (scrivere i dati a disposizione). Una serie di ipotesi emergono.
La domanda è: Chi mi ha chiamato e perché?
Analizzo il contesto: il tipo aveva scoperto sicuramente qualcosa che lo aveva sconvolto, era in ansia (forse in pericolo), la chiamata si è interrotta bruscamente dopo un forte colpo. Quel colpo aveva tutte le caratteristiche di un colpo d’arma da fuoco, ma la verità è che io non ho mai sentito realmente un colpo d’arma da fuoco, solo nei film! Potrebbe anche essere stato qualcosa di molto simile…qui non ci sono certezze.
Arrivo ad una ipotesi che sembra convincermi:
(altro…)

[Verba Volant] Game over 02 febbraio 2008

Posted by LukePet in Pensieri, Poesia, Testi, Verba Volant.
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GAME OVER

Dentro una storia destinata a morire,
consumata tra odori di malinconici misteri.
Con lo sguardo ti continuo ancora a salutare
per farti capire che non c’è più niente da dire.

Tazze di caffé ancora da esaurire
per rimanere sveglio e capire come eri.
Condizioni causa-effetto ancora da incastrare
e per un momento la sensazione della vita percepire.

E fotografa il mio dito che ti dice dove andare,
forse non ci credi ma te lo puoi anche meritare.
Ti scuote la freddezza che mi porto dentro amore,
forse non ci credi ma hai chiuso con il sole.

Scavalcando il tuo sorriso
ho svelato che io morivo,
mentre mostravi il tuo buon viso
per un gioco sempre più cattivo.

Non sperare che io reagisca,
non abboccherò alla rabbia come esca.
Arriva lo schiaffo che ora senti e non ammetti
e così che ti lascio marcire in tutti i tuoi difetti.

Gesti, sguardi e piccole parole.
Odio, gelo ed un addio scritto senza cuore.